Sentimenti percepiti durante la lettura: blocco allo stomaco a ogni domanda del tipo “qual è il tuo più grande fallimento” e immagini magnifiche di palme e pace nel resto del tempo.
Come te, fatto pochissimi colloqui. Sempre stata indipendente. Basta potermi mantenere. A volte penso ma che vita triste è quella di chi deve svegliarsi alle 6 per performare tutto il giorno, competere, essere “violento” con se stesso e con gli altri per… per cosa? Per comprarsi casa e macchina e poi morire?
Anche io lo pensavo, fino a quando lo spagnolo che fa il giro del mondo in bicicletta mi ha spiegato che non tutti vivrebbero la nostra vita un po' più libera, nemmeno se ne avessero le possibilità (economiche, familiari) per svariati motivi che non sono necessariamente legati a: vita da ufficio contro vita in viaggio. Mi ha fatto qualche esempio: alcuni amano veramente il proprio lavoro in presenza, amano la grande città in cui vivono e il caos che comporta la metropoli, i ristoranti e gli studi di yoga fighi che ci sono in una grande città, sono appassionati dell'auto che guidano o amano il design della casa in cui vivono o hanno dei figli e preferiscono una vita scandita dai ritmi di scuola e lavoro, o funzionano meglio con una routine, piuttosto che con una vita più selvaggia. Strano ma anche chi si sveglia alle 6 per performare tutto il giorno per comprare casa e macchina e poi morire può essere felice della vita che ha costruito su misura. Comunque anche io mi sveglio alle 6, solo che non performo ahhahha
Anche a me costa tantissimo "non fare niente" c'è sempre qualcosa dentro di me che pensa "e se facessi questa cosa ora?" Sto lavorando tanto su questo aspetto di me e quando mi concedo "il dolce far niente" sento il petto che si allarga. I colloqui sono fatidiosi e ti capisco tantissimo: prima di farli faccio una specie di lavoro di interpretazione del personaggio, tanto è la facciata che vogliono vedere e poi, quando è finito, puntualmente ascolto la mia intuizione e mi chiedo "ma voglio veramente lavorare per loro?" Spesso dico di no, perché nonostante metta la maschera, il mio intuito è molto attivo nel primo colloquio. :)
Sicuramente in Thailandia ti sei allenata sul dolce far niente, poi mi racconterai la tua opinione su Koh Phangan da quello che ho capito è gentrificata, ma puoi trovare il tuo spazio, come a Bali
Mi sono allenata abbastanza ma potevo fare di meglio :) A me è piaciuta molto perché ho evitato il caos dei posti turistici e gli eventi "troppo olistici" al limite dell'assurdo a volte. Mi ha colpito molto la genuità dei tailandesi ecco. Magari prossima settimana ci faccio una newsletter. Grazie per l'idea e di nuovo Feliz cumple!
Ciao Ilaria, mi ritrovo molto in quel sentimanto di rifiuto per la competizione, per lo slancio verso quella specie di slogan della nostra società "dimmi se sei all'altezza, dammi il tempo che hai e guadagna soldi da spendere". Mi sono allontanato da questo modello di lavoro e dalla società proprio perché non sentivo miei i principi che sono alla base. Ho detto no anni fa e quando la vita rallenta, quando le giornate sono piene di lunghi silenzi che sembrano vuoto, qualcosa dentro di te inizia ad adattarsi, ad assomogliare a quel silenzio e da lì inizia il cammino, in quel tempo che devi imparare ad accogliere, devi imparare a starci se vuoi restarci.. Poi è difficile tornare indietro. Ultimamente ho scritto molto su questo tema, il "coraggio della resa" se così si può chiamarlo. Canzoni e parole che presto usciranno fuori. Un sentimento di "retroguardia". Spero di riuscire a raccontarlo così come lo sento. Grazie per la bella lettura :)
Ho dato un'occhiata al tuo profilo mi affascina molto il tuo stile di vita e mi chiedo se sia l'unico possibile per allontanarci dalla tossicità della performance. Me lo chiedo perché noto che in viaggio sto bene, ma quando torno in città per qualche periodo, vengo risucchiata da questi meccanismi, che ovviamente respingo continuando la mia vita lenta, però li vedo, mentre in viaggio nemmeno mi sfiorano. Quindi mi chiedo se la risposta sia vivere in mezzo alla natura, magari in una piccola community fatta di persone curiose, qual è la tua opinione in merito? Aspetto la tua newsletter!
Non so se sia l'unico modo per allontanarsi dalla tossicità della performance, ma sicuramente isolarsi nella natura per vivere dell'orto è una scelta che ti assicura di tenere a distanza di sicurezza i tentacoli della società e di non dipendere per forza dall'organizzazione sociale per nutrirti. Credo siano due ingredienti fondamentali! Per quanto riguarda farlo in una comunità... personalmente vedo più svantaggi che vantaggi, sceglierei senza dubbio la solitudine :) ma ovviamente qui dipende anche dal carattere.. se una persona soffre la solitudine ma vuole provare lo stesso a isolarsi dalla società e vivere nella natura, la comunità penso sia un compromesso sensato, anche se, secondo me, saresti comunque inserito in una organizzazione con dinamiche in alcuni casi molto simili a quelle della società.
Diciamo che mi immaginavo più una via di mezzo dove vivi in mezzo alla natura e quando vuoi socializzi. Non pensavo ad una community nel senso di villaggio a se stante, qui in Australia esistono realtà così, ma probabilmente non fa per me. Grazie per la tua testimonianza!
Ho letto questo articolo in cui viene citata Pai e mi ci sono ritrovato tantissimo.
Adesso sono qui, e le sensazioni sono esattamente quelle: è un posto davvero trasformativo. Un luogo dove non ha senso fare piani, dove lasci andare e segui il flow. È come galleggiare.
Ieri mi chiedevo: cosa ci faccio qui? Vado ogni giorno a una cascata? Giro senza meta con lo scooter?
Poi entri in un bar, ci passi la mattinata, parli con uno sconosciuto di piani di vita, apri il PC, dai un’occhiata ai flyer… e scopri che ci sono workshop su qualsiasi cosa. Oggi ne ho visto uno di un tipo che ti aiuta a costruire un’app, accanto a corsi di ogni tipo legati a wellness e spiritualità.
E allora ti chiedi: ma che posto è?
E mentre sei lì, a galleggiare tra una cosa e l’altra, guardi l’orologio e ti accorgi che il tempo è volato.
È un posto strano, difficile da spiegare. Ma in qualche modo ti risucchia.
Goditela tutta! Poi spero che non ti succeda quello che sta passando a me, penso a Pai tutti i giorni, anche solo una frazione di secondo, ma ci penso, mi viene in mente un'immagine, un sorriso, il motorino, le colline, i tuffi nell'acqua calda e nell'acqua gelida, lo yoga, il bagno sonoro, il caffè, il fried rice, la birra grande Leo, Chang e Singha, i tramonti. Vabbè dai, viaggeremo per tutto il mondo e poi andremo a vivere a Pai!
I work for myself and still apply for jobs so I know I can still find work if I need to. I just assume I am already hired and I am the one interviewing them. Capitalism needs workers more than workers need the companies.
Ho 60 anni e di recente mi ha agganciata un recruiter chiedendomi il curriculum. Ho risposto che non ne compilo uno da 25 anni. Poi siamo andati un pò avanti simpaticamente nella conversazione ed ho scoperto che l'azienda in questione non cercava una figura di designer ma un intero ufficio tecnico. Ho provato tanto disagio per chi dovrebbe approcciarsi a questo tipo di lavoro con quale stato d'animo lo potrebbe mai fare. 🤕
Esatto! Ho provato disagio anche per lui, che non conoscendo il settore, né le mansioni per cui faceva richiesta, aveva aderito completamente alle assurde richieste di questa "importante" realtà del settore.
Pochissimi colloqui e solo da ragazzo... ho capito subito pure io che avrei voluto crearmi un lavoro tutto mio, con gestione dei miei orari e tutto il circondario. Quindi no, non ho mai sentito questo disagio, ma forse se avessi fatto altre scelte... non lo so.
P.S.: Dopo averti letto ammiro e trovo bellissima anche io la signora che insegna yoga e lavora 6 mesi l'anno. Perché io non ce la faccio 😭
Anche io lavoro molto poco in termini di ore, solo che è un po' tutti i giorni, non riuscirei a staccare per sei mesi per la natura del lavoro. Tu mi sembri anche molto appassionato del tuo lavoro quindi forse è parte di te.
Sentimenti percepiti durante la lettura: blocco allo stomaco a ogni domanda del tipo “qual è il tuo più grande fallimento” e immagini magnifiche di palme e pace nel resto del tempo.
Come te, fatto pochissimi colloqui. Sempre stata indipendente. Basta potermi mantenere. A volte penso ma che vita triste è quella di chi deve svegliarsi alle 6 per performare tutto il giorno, competere, essere “violento” con se stesso e con gli altri per… per cosa? Per comprarsi casa e macchina e poi morire?
Anche io lo pensavo, fino a quando lo spagnolo che fa il giro del mondo in bicicletta mi ha spiegato che non tutti vivrebbero la nostra vita un po' più libera, nemmeno se ne avessero le possibilità (economiche, familiari) per svariati motivi che non sono necessariamente legati a: vita da ufficio contro vita in viaggio. Mi ha fatto qualche esempio: alcuni amano veramente il proprio lavoro in presenza, amano la grande città in cui vivono e il caos che comporta la metropoli, i ristoranti e gli studi di yoga fighi che ci sono in una grande città, sono appassionati dell'auto che guidano o amano il design della casa in cui vivono o hanno dei figli e preferiscono una vita scandita dai ritmi di scuola e lavoro, o funzionano meglio con una routine, piuttosto che con una vita più selvaggia. Strano ma anche chi si sveglia alle 6 per performare tutto il giorno per comprare casa e macchina e poi morire può essere felice della vita che ha costruito su misura. Comunque anche io mi sveglio alle 6, solo che non performo ahhahha
Anche a me costa tantissimo "non fare niente" c'è sempre qualcosa dentro di me che pensa "e se facessi questa cosa ora?" Sto lavorando tanto su questo aspetto di me e quando mi concedo "il dolce far niente" sento il petto che si allarga. I colloqui sono fatidiosi e ti capisco tantissimo: prima di farli faccio una specie di lavoro di interpretazione del personaggio, tanto è la facciata che vogliono vedere e poi, quando è finito, puntualmente ascolto la mia intuizione e mi chiedo "ma voglio veramente lavorare per loro?" Spesso dico di no, perché nonostante metta la maschera, il mio intuito è molto attivo nel primo colloquio. :)
Sicuramente in Thailandia ti sei allenata sul dolce far niente, poi mi racconterai la tua opinione su Koh Phangan da quello che ho capito è gentrificata, ma puoi trovare il tuo spazio, come a Bali
Mi sono allenata abbastanza ma potevo fare di meglio :) A me è piaciuta molto perché ho evitato il caos dei posti turistici e gli eventi "troppo olistici" al limite dell'assurdo a volte. Mi ha colpito molto la genuità dei tailandesi ecco. Magari prossima settimana ci faccio una newsletter. Grazie per l'idea e di nuovo Feliz cumple!
Ciao Ilaria, mi ritrovo molto in quel sentimanto di rifiuto per la competizione, per lo slancio verso quella specie di slogan della nostra società "dimmi se sei all'altezza, dammi il tempo che hai e guadagna soldi da spendere". Mi sono allontanato da questo modello di lavoro e dalla società proprio perché non sentivo miei i principi che sono alla base. Ho detto no anni fa e quando la vita rallenta, quando le giornate sono piene di lunghi silenzi che sembrano vuoto, qualcosa dentro di te inizia ad adattarsi, ad assomogliare a quel silenzio e da lì inizia il cammino, in quel tempo che devi imparare ad accogliere, devi imparare a starci se vuoi restarci.. Poi è difficile tornare indietro. Ultimamente ho scritto molto su questo tema, il "coraggio della resa" se così si può chiamarlo. Canzoni e parole che presto usciranno fuori. Un sentimento di "retroguardia". Spero di riuscire a raccontarlo così come lo sento. Grazie per la bella lettura :)
Ho dato un'occhiata al tuo profilo mi affascina molto il tuo stile di vita e mi chiedo se sia l'unico possibile per allontanarci dalla tossicità della performance. Me lo chiedo perché noto che in viaggio sto bene, ma quando torno in città per qualche periodo, vengo risucchiata da questi meccanismi, che ovviamente respingo continuando la mia vita lenta, però li vedo, mentre in viaggio nemmeno mi sfiorano. Quindi mi chiedo se la risposta sia vivere in mezzo alla natura, magari in una piccola community fatta di persone curiose, qual è la tua opinione in merito? Aspetto la tua newsletter!
Non so se sia l'unico modo per allontanarsi dalla tossicità della performance, ma sicuramente isolarsi nella natura per vivere dell'orto è una scelta che ti assicura di tenere a distanza di sicurezza i tentacoli della società e di non dipendere per forza dall'organizzazione sociale per nutrirti. Credo siano due ingredienti fondamentali! Per quanto riguarda farlo in una comunità... personalmente vedo più svantaggi che vantaggi, sceglierei senza dubbio la solitudine :) ma ovviamente qui dipende anche dal carattere.. se una persona soffre la solitudine ma vuole provare lo stesso a isolarsi dalla società e vivere nella natura, la comunità penso sia un compromesso sensato, anche se, secondo me, saresti comunque inserito in una organizzazione con dinamiche in alcuni casi molto simili a quelle della società.
Diciamo che mi immaginavo più una via di mezzo dove vivi in mezzo alla natura e quando vuoi socializzi. Non pensavo ad una community nel senso di villaggio a se stante, qui in Australia esistono realtà così, ma probabilmente non fa per me. Grazie per la tua testimonianza!
Ho letto questo articolo in cui viene citata Pai e mi ci sono ritrovato tantissimo.
Adesso sono qui, e le sensazioni sono esattamente quelle: è un posto davvero trasformativo. Un luogo dove non ha senso fare piani, dove lasci andare e segui il flow. È come galleggiare.
Ieri mi chiedevo: cosa ci faccio qui? Vado ogni giorno a una cascata? Giro senza meta con lo scooter?
Poi entri in un bar, ci passi la mattinata, parli con uno sconosciuto di piani di vita, apri il PC, dai un’occhiata ai flyer… e scopri che ci sono workshop su qualsiasi cosa. Oggi ne ho visto uno di un tipo che ti aiuta a costruire un’app, accanto a corsi di ogni tipo legati a wellness e spiritualità.
E allora ti chiedi: ma che posto è?
E mentre sei lì, a galleggiare tra una cosa e l’altra, guardi l’orologio e ti accorgi che il tempo è volato.
È un posto strano, difficile da spiegare. Ma in qualche modo ti risucchia.
Goditela tutta! Poi spero che non ti succeda quello che sta passando a me, penso a Pai tutti i giorni, anche solo una frazione di secondo, ma ci penso, mi viene in mente un'immagine, un sorriso, il motorino, le colline, i tuffi nell'acqua calda e nell'acqua gelida, lo yoga, il bagno sonoro, il caffè, il fried rice, la birra grande Leo, Chang e Singha, i tramonti. Vabbè dai, viaggeremo per tutto il mondo e poi andremo a vivere a Pai!
I work for myself and still apply for jobs so I know I can still find work if I need to. I just assume I am already hired and I am the one interviewing them. Capitalism needs workers more than workers need the companies.
That's a good call, it's also a way to see where do you fit in the market. What's your job?
Ho 60 anni e di recente mi ha agganciata un recruiter chiedendomi il curriculum. Ho risposto che non ne compilo uno da 25 anni. Poi siamo andati un pò avanti simpaticamente nella conversazione ed ho scoperto che l'azienda in questione non cercava una figura di designer ma un intero ufficio tecnico. Ho provato tanto disagio per chi dovrebbe approcciarsi a questo tipo di lavoro con quale stato d'animo lo potrebbe mai fare. 🤕
E magari hai provato disagio anche per il recruteir...
Esatto! Ho provato disagio anche per lui, che non conoscendo il settore, né le mansioni per cui faceva richiesta, aveva aderito completamente alle assurde richieste di questa "importante" realtà del settore.
Pochissimi colloqui e solo da ragazzo... ho capito subito pure io che avrei voluto crearmi un lavoro tutto mio, con gestione dei miei orari e tutto il circondario. Quindi no, non ho mai sentito questo disagio, ma forse se avessi fatto altre scelte... non lo so.
P.S.: Dopo averti letto ammiro e trovo bellissima anche io la signora che insegna yoga e lavora 6 mesi l'anno. Perché io non ce la faccio 😭
Anche io lavoro molto poco in termini di ore, solo che è un po' tutti i giorni, non riuscirei a staccare per sei mesi per la natura del lavoro. Tu mi sembri anche molto appassionato del tuo lavoro quindi forse è parte di te.
Ciao Lorenza mi sembra abbastanza agghiacciante la scala da percorrere, spero che non ti abbiano preso!